PRIMO CONTEST CON GIVEAWAY

PREMI

REGOLE PER PARTECIPARE AL #CONTEST con #GIVEAWAY:

Fare mi piace alla pagina “Pink B.

  • Invia in POSTA PRIVATA alla pagina un’immagine (disegni, fotografie…) che interpreti il tema “PINK B.” entro e non oltre il 29 SETTEMBRE 2013. Queste foto verranno pubblicate tutte insieme sul profilo della pagina lunedì 30 settembre. IMPORTANTE: NELL’IMMAGINE DEVE COMPARIRE LA SCRITTA “PINK B. 2013” INSERITA NON DIGITALMENTE. (es. se fai una foto a te stessa puoi tenere in mano un foglio con la scritta)
  • Invita tutti i tuoi amici a votare la tua foto  dal 30 SETTEMBRE fino all’8 OTTOBRE 2013. Quel giorno a mezzanotte verranno contati i mi piace di ciascuna foto e quella col numero maggiore sarà proclamata vincitrice.

Non saranno prese in considerazione immagini che risultino inappropriate o offensive.
Non saranno prese in considerazione immagini che non includano la scritta richiesta nei modi previsti.

Se il vincitore sarà minorenne, il premio verrà destinato a un maggiorenne tutore del minore vincente. Partecipando al contest accettate questa clausola.

Ricordiamo che i premi sono acquistati da Pink B. che li devolverà a titolo gratuito al vincitore.

PREMI:

SMALTO N°288 PINK FLAMINGO  – KIKO

BLUSH E GLOSS EDIZIONE LIMITATA N°03 LUCKY FLAMINGO – KIKO

T-SHIRT IN COTONE SFIAMMATO – DANDY B.

Capitolo 1

heart_hands

Ultimo bagno. Ultimo gelato. Ultimo tramonto.
Anche quest’estate é finita, stasera si torna a casa. A Como.
Io e la Carly ci godiamo questi ultimi attimi insieme, un mese passa troppo velocemente.
“Ma perché non puoi venire a Como anche tu?”
“Magari Bec, ci verrei subito…va beh dai, i nostri genitori han detto che quest’anno ci lasciano viaggiare in treno da sole. Como e Verona non sono poi così lontane!”
“Uff…speriamo. Dai dammi un abbraccio magico!”
“Ti voglio bene Carly”
“Io di più Bec”.
Dopo una veloce cena insieme con i nostri genitori e tutti gli altri amici della vacanza, io e Carly facciamo l’ultima foto insieme, creando un cuore con le nostre mani e la pubblichiamo sui rispettivi profili di Facebook, insieme a una serie infinita di cuori e faccine che piangono.
Nella foto si vede solo una piccola parte di noi, ma chiunque intuirebbe la proprietaria di ogni mano grazie allo smalto, rosa io e verde Carly (i nostri colori preferiti).
È già mezzogiorno quando mi sveglio, e quando mi rendo conto di essere nel mio letto di Como invece che quello del mare, riaffondo la faccia tra i cuscini sbuffando in preda alla desolazione. Non passano cinque minuti che una voce mi riporta alla realtà:
“Becky, honey, vestiti e scendi ho bisogno di aiuto in cucina!” L’accento americano di mia madre é inconfondibile, nonostante siano ormai 18 anni che vive in Italia ancora non é riuscita a perderlo. “Come on, honey, devi anche finire i compiti dopo!” spalanca la finestra e le imposte facendo entrare il sole in camera. “Eccheccacchio ma’!! Lo sai che mi girano quando fai così! Dammi il tempo di capire che é giorno prima di buttarmelo addosso!”
“Su lazy little girl, porta il tuo malumore in cucina, potrai sfogarti coi pomodori. GO, GO, GO!!”
“Little mica tanto, ti sei dimenticata che ho appena compiuto 16 anni?! E questo se non sbaglio mi riporta a una promessa che avevi fatto tempo fa…”. La mamma alza gli occhi al cielo e mi fa in gesto che mi suggerisce che sia meglio scendere e aiutare.
Io peró recupero subito il buonumore, pensando alla festa che mi aspetta sabato per i miei “Sweet Sixteen”.
La cosa bella di avere i genitori di nazionalità diverse é che puoi godere del doppio delle tradizioni e la mia festa dei 16 anni é l’evento che aspetto con più trepidazione da quando ne avevo 8. Anche se qui in Italia sono i 18 anni che vengono festeggiati come maggiore età e dovrò aspettare per prendere la patente, la mamma ci tiene a celebrare la nostra metà a stelle e strisce e io in questo caso di certo non mi lamento!!
Ovviamente il tema della serata sarà rosa e argento, e chissene frega se diranno che il rosa é infantile, e chissene frega se diranno che scimmiotto la Barbie, io amo il rosa, come diceva la mitica Audrey Hepburn: I BELIEVE IN PINK! Lo amo da quando a 4 anni i nonni mi regalarono un cavallino a dondolo rosa che sembrava esser stato rubato ad una giostra del luna park, that’s it! Gli altri possono pensare che sia banale e superficiale, se non capiscono peggio per loro: io andrò avanti ad amare il rosa finché morte non ci separi.
Mentre affetto la verdura per l’insalata discuto con la mamma per definire gli ultimi dettagli della festa. “Ma quante persone ci saranno?”
“Honey, hanno confermato in 120 circa, compresi i genitori che vorranno accompagnare i figli”
“Ma voi mica verrete a controllarci? Non voglio che vi mettiate a ballare insieme a noi!!! Sarebbe…imbarazzante!”
“O-M-G! Becky, ho promesso che dopo la torta noi vecchietti andremo nel salone lasciando il resto della festa solo per voi”
“Promise?”
“Yes”
“Ok…ma poi posso invitare un paio di amiche qui a dormire?”
La mamma sbuffa e mi guarda con aria dolce: “Ti ho già detto di no, il giorno dopo sarà già abbastanza complicato dover riportare la casa alla normalità anche senza un’invasione di teenager!”
Sbuffo e alzo gli occhi al cielo, MACCHEPPALLE! Non capisco proprio perché si ostini a dirmi di no, di solito non obbietta mai quando voglio invitare un paio di amiche per uno sleepover.
I miei sono un po’ iperprotettivi. Mia madre é fotografa per una rivista di moda, quindi é praticamente sempre in viaggio per lavoro, così preferisce che io resti il più possibile tra le mura domestiche. Devo dire che non é così spiacevole esser rinchiusi in casa, siamo una delle fortunate famiglie che vive in una villa con accesso diretto sul lago, una villa d’epoca non enorme, ma ben organizzata, grazie anche alla ristrutturazione che mio padre architetto ha voluto fare prima che ci trasferissimo qui. La soffitta é stata trasformata in uno spazio dove posso stare coi miei amici: tv, video game, calcetto e anche una mini cucina dove possiamo più che altro farci i pop-corn per le serate cinema e la cioccolata calda nei pomeriggi di studio (o di gossip!). La mia stanza può ospitare fino ad altre 3 ragazze (io dormo in un letto a due piazze, e sotto questo ci sono due letti estraibili all’occorrenza). Il giardino invece é decisamente il mio posto preferito dove passare le giornate di sole. É proprio qui che faremo la mia festa, verrà allestito un buffet lungo le porte finestre che danno sul portico, e un Dj sistemerà la sua postazione sotto il gazebo delle rose (é un gazebo in ferro battuto bianco che crea disegni molto articolati su cui si arrampica un piccolo roseto). Ovviamente non verranno serviti alcolici dato che la maggior parte degli invitati sarà minorenne, solo nel salone dove continueranno la festa gli adulti ci saranno vino, amari e quant’altro, noi dovremo accontentarci di un calice di Cartizze a testa per accompagnare la torta. Meglio che niente!

Dopo aver pranzato e dopo che mia madre ha controllato che sia in pari con la tabella di marcia per i compiti estivi (vi ho detto che oltre che essere iperprotettiva é anche super maniaca del controllo??), posso finalmente uscire per raggiungere i miei amici al Tempio Voltiano, il nostro luogo di ritrovo preferito.
Appena arrivo vedo la mia più cara amica seduta da sola che aspetta con le cuffie fluo canarino in testa e tiene il tempo con i piedi.
Susanna e io siamo praticamente cresciute insieme, stesso asilo, stesse scuole, stessa classe di danza, siamo inseparabili da quando abbiamo 3 anni. Ci chiamano “le gemelle” perché siamo uguali fisicamente, stessa corporatura slanciata, stesso taglio di capelli, lineamenti del viso simili; ci differenziamo solo per i colori: occhi blu e profondi incorniciati da capelli castani lei, occhi nocciola e chioma color miele io. Appena mi vede toglie le cuffie e mi corre incontro:
“Becky!!!!”
“Susy!!!” Corro anche io e l’abbraccio forte. “Mi sei mancata a mille quest’estate! Com’è andata coi tuoi a Londra?”
“Anche tu sis’! Una noia…almeno finché non ho conosciuto il vicino di casa dei miei nonni…” Mi dice facendomi l’occhiolino. Per messaggio mi aveva accennato a un certo Jeremy, londinese-moro-occhi verdi-18 anni, raccontandomi anche di qualche loro avventura, adesso però le faccio il terzo grado e voglio sapere TUTTO!
“…E quindi siamo rimasti che ogni tanto andrò a trovare i miei nonni e lui verrà qui quando riesce. Comunque ogni giorno ci chiameremo con Skype così potremo vederci e parlarci!”
“Susy, sei proprio cotta e ricotta di questo J…” Lei sospira sognante in modo volutamente esagerato e scoppiamo a ridere insieme.
Dopo un po’ che ci aggiorniamo sulle nostre vacanze, il gruppo si é quasi ricomposto del tutto. Siamo una decina, per lo più compagni di classe, frequentando un liceo esclusivo le classi non sono molto popolate e si finisce per creare dei legami forti. Amore o odio.
“Mmmmh…guarda chi é tornata!” Il tono allarmato della Ludo concentra tutta la nostra attenzione su di lei e simultaneamente giriamo tutti la faccia verso il punto che sta fissando con aria scocciata.
Il trio delle arpie é tornato in città, capitanato da Camilla-la-Stronza che é subito seguita dalle sue fedeli leccapiedi, Greta (Gretina – non so se é chiara l’assonanza) e Isabella (o Isabrutta per chi ci vede bene). Si avvicinano al nostro gruppo mentre noi le fissiamo con delle espressioni disgustate.
“Ciao Rebecca” Camilla-la-stronza mi guarda dritta negli occhi con aria di sfida e superiorità, che cazzo vuole questa da me adesso??
“Ciao Camilla” rispondo più per educazione che per interesse.
“Allora come vanno i preparativi per la tua festa di compleanno?” Mmmh…il suo tono mellifluo mi dà il voltastomaco.
“É praticamente tutto pronto, é dopo domani…”
“Bene, per che ora dobbiamo esser li?”
“Alle 7 inizia l’aperitivo, come é scritto sull’invito.” Ma è scema?! Deve proprio rompere le palle sempre questa! Secondo me ogni giorno si alza e dice: oggi devo scassare l’anima ad almeno 100 persone, poi tiene nota del numero per essere sicura di aver compiuto la sua missione quando arriva sera.
“Lo so.” Dice con aria piccata, ma se lo sa allora cosa me lo chiede a fare? “Volevo solo esser sicura che non fossero cambiati i piani, sai sarebbe stato molto sgradevole non essere informate di un qualche cambiamento…”
“Infatti non é cambiato niente, tutto come da programma che trovi segnato sull’invito” Quindi questo tuo intervento è decisamente inutile e senza senso, dillo che vuoi solo essere antipatica!
“Bene. Allora ci vediamo sabato.” Si gira e se ne va imitata dal suo orrido seguito.
La Ludo é la prima che rompe il silenzio: “Ma questa chi si crede di essere?! Sarebbe stato molto sgradevole non essere informate di un qualche cambiamento…” Fa l’imitazione di Camilla-la-Stronza e tutti scoppiamo a ridere.
“Becky, ma dovevi proprio invitare quelle tre?”
“Susi lo sai, mia madre ha voluto invitare tutti gli allievi de “I Glicini” del nostro anno, quelli di un anno avanti e quelli di uno indietro…loro sono solo un anno avanti a noi, cosa ci potevo fare? Girano le scatole anche a me, non credere…”
“L’unica cosa positiva di aver invitato quelli del loro anno è che ci sarà anche Ru! Pensi che verrà Becky?” Calmati Susy! ti sei già scordata J!? Metti in fresco i tuoi ormoni…
“Che ne so! Non ho guardato chi ha confermato la presenza. Poi stronzo com’è vedrai che se ha confermato non viene e viceversa, quindi…”
“Sarà anche uno stronzo epocale, ma è un figo da paura!!! Gli muoiono dietro anche quelle del quinto!”
“Lo so, ma io continuo a sognare il principe azzurro perfetto!” Deve essere carino, buono e gentile.” In ogni caso non un megastronzo senza cuore o anima come Ruggero Rinaldi.
“Io mi accontento pure del principe nero ma strafigo!”
“Forza principessa delle tenebre, è ora di andare a casa se no quella incazzata nera sarà mia madre e non ho voglia di sentire le sue prediche!”

Finalmente è sabato. Finalmente è il giorno della mia festa!!!!
Il giardino è un sogno, pieno di palloncini rosa, argento e bianchi e tutto l’allestimento rispecchia questa gamma cromatica. A – DO – RO !
Disseminati lungo il giardino senza seguire un apparente schema preciso ci sono circa una ventina di tavoli rotondi apparecchiati di tutto punto, tovaglia bianca, sotto piatti argentati e piatti bianchi. Tovaglioli rosa e ortensie sempre rosa come centrotavola. Perfetto no?
Ho quasi finito di esser preparata dalla make up artist che mi ha acconciato i capelli in boccoli dorati impreziositi da una fascia con brillantini argento, blush e gloss lucidi LUCKY FLAMINGO e smalto PINK FLAMINGO abbinato, i miei preferiti. Il vestito che indosso è una favola, me l’ha portato la mamma da uno dei suoi servizi fotografici, una giovane stilista gliel’ha regalato e devo dire che è proprio perfetto per me: senza spalline ha il corpetto ricoperto di piume rosa cipria, sotto il seno una decorazione di pietre luccicanti in tono e poi parte il resto dell’abito in seta, che scivola morbido fino a poco sopra le ginocchia, sandali argento tacco 12 e il look può considerarsi completo. Quando sono pronta scendo le scale e trovo subito mamma e papà con gli occhi lucidi che mi guardano intensamente, ma è la figura dietro di loro che attira la mia attenzione.
“Ric!” Corro giù per gli ultimi gradini e salto tra le sue braccia.
“Ciao sorellina! Sei sicura di esser capace di stare in equilibrio su quei trampoli?” Il tono e divertito, mio fratello mi prende sempre in giro, ma è il suo ruolo e ormai io non ci dò troppo peso.
“Non sapevo che fossi tornato dalle vacanze!”
“Non potevo certo perdermi i Sweet Sixteen della mia sorellina!”
“Grande! Grazie!”
“Oh, honey sei così carina…”
“Grazie ma’…anche del vestito, è splendido!”
“Scoiattolina, sei davvero cresciuta! Forse devo smetterla con questi soprannomi da bambina piccola.”
“No papi, potrai chiamarmi sempre come vuoi, ma solo in privato sia chiaro! Adesso fatemi andare dai miei amici, mica possiamo passare tutta la sera qui!”
Ci sono praticamente tutti, a giudicare dalle espressioni si stanno divertendo e mangiando  con gusto. Bene. Raggiungo la Susy che mi aggiorna subito della situazione dopo essersi complimentata per il mio aspetto.
“Cielo Becky sei uno schianto! Quei sandali me li dovrai prestare prima o poi!”
“Grazie Susy, anche tu sei un bel bocconcino! Il giallo oro ti dona parecchio!” Fà una giravolta su se stessa poi riprende con le cose serie.
“Allora: quelli del secondo ovvio ci sono tutti. Mancare a una festa di uno del terzo sarebbe stato un suicidio sociale. Quelli del nostro anno son tutti presenti e quelli del quarto per la maggior parte, le tre arpie non sono ancora arrivate e speriamo che non lo facciano mai, mentre Ru e il suo clan non si vedono…” Il tono di voce si affievolisce sull’ultima frase tradendo il dispiacere e non riesco a nascondere un sorrisino pensandoci.
La Susy non fa in tempo a finir la frase che ecco entrare le tre arpie: Camilla-la-Stronza è vestita in blu cobalto e le sue seguaci in due toni di blu più chiaro, è evidente che si sono messe d’accordo. Per quanto sia odiosa, mi scoccia ammetterlo, ma Camilla è davvero una bella ragazza e quel blu fa risaltare la sua carnagione vagamente abbronzata e gli occhi color ghiaccio che trasmettono egual freddezza. Nel caschetto corvino troneggia un cerchietto elaborato in tinta con l’abito. Non si può certo dire che sia brutta.
“No! Sono arrivate!” La voce della Susy mi distoglie dai miei amari pensieri.
“Già…facciamo finta di niente, andiamo avanti a divertirci ok?” Ci spostiamo verso il buffet e dopo aver fatto scorta di prelibatezze gastronomiche scegliamo uno dei tavoli insieme ai nostri amici più cari.
Sta andando tutto per il meglio, le arpie stanno alla larga troppo prese a pavoneggiarsi, io sono al tavolo coi miei migliori amici, cibo e musica sono ottimi, cosa volere di più?
“Oddio è arrivato…” La Susy ha gli occhi sbarrati e fissa un punto alle mie spalle rapita da qualcosa. O meglio: qualcuno. Ru è arrivato, insieme al suo braccio destro Giorgio. Cavoli quanto è bello…sono belli entrambi a dir in vero, ma Ruggero è decisamente un gradino sopra tutti, forse due. Bello e stronzo, sarebbe perfetto se si fidanzasse con la sua equivalente femminile Camilla. Abbronzato è, se possibile, ancora meglio, i capelli biondo cenere sono schiariti dal sole e gli occhi verdi risaltano sull’oro della sua pelle, il fisico cesellato dal nuoto praticato a livello agonistico troneggia sul giardino e tutti non possono far a meno che ammirare lo spettacolo. Quelle del secondo anno sono evidentemente elettrizzate alla sua presenza, ma pure la Susy e qualche mia compagna del terzo non sono da meno. L’idillio viene infranto dall’arpia numero uno che va incontro a questo dio greco, gli sorride e lo prende sotto braccio.
“Mmmmh…effigurati se quella stronza non gli si appiccicava!”
“Susy son fatti della stessa pasta dopotutto, poi son compagni di classe, quindi è ovvio che si conoscano bene e poi chissenefrega!” La Susy non mi sembra molto convinta, ma accetta la sconfitta e si concentra di nuovo sul piatto.
Al taglio della torta mia madre insiste per fare un discorso stucchevole su come per lei sia importante questo traguardo, perchè è americana, ci tiene che questo passaggio sia celebrato a dovere, grazie a tutti che sieve venuti, e quanto sono cresciuta e bla bla bla. Io praticamente sprofondo dalla vergogna e vedo le arpie con Ru e il clan che ridacchiano in fondo al giardino. Com’era? Ah si, CHISSENEFREGA. Ok lo ammetto un po’ me ne frega, perchè mi sento in imbarazzo, cerco di sorridere al mio meglio (praticamente una tragedia considerato il mio stato d’animo) e quando mi madre finisce il suo elogio alziamo tutti i calici e mi gusto la mia unica dose di alcolico consentita per questa serata. La cosa migliore però è che i “vecchi” si ritirano in casa mentre il Dj attacca con la musica e tutti ci scateniamo nelle danze.
La festa è stata un vero successo, neanche le arpie e il clan son riusciti a guastare gli umori con la loro presenza. Alla fine la mamma era già d’accordo con la Susy, la Ludo e la Ceci perchè restassero a dormire. Sono le mie migliori amiche e quando ho saputo che sarebbero rimaste fino al mattino non contentevo più la gioia. Ovviamente non siamo riuscite a dormire per l’eccitazione di rivivere tutti i momenti più interessanti della serata e abbiamo fatto l’alba tra chiacchiere e risate.

Il mattino dopo (le due del pomeriggio a dir la verità), mentre io e le mie amiche ci concediamo un brunch sotto il gazebo in giardino, viene recapitato un pacco indirizzato a me, lo apro eccitata pensando a un regalo in ritardo, ma all’interno della scatola trovo solo una rosa color rosa cipria e un biglietto non firmato che dice:

“Festa stupenda ieri sera. Anche tu.”

Continua…

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